Non hanno scrupoli. Non hanno pietà. Non hanno senso del pudore. Se nomi come Ramon Gutierrez, Joe Mannaia, Saverio Corleone, Frankie Johnsson Andersson non vi dicono niente è perché finora avete avuto la fortuna di non incrociare mai le Pistole di Flanella. Ma i bei sogni finiscono sempre. E pure male.
domenica 24 novembre 2013
domenica 10 novembre 2013
sabato 9 novembre 2013
venerdì 23 agosto 2013
L'inverno del nostro scontento 2
Fra Trivulzio mi guardò con sguardo inquisitore. L'odore del suo dopobarba all'aglio mi solleticava le narici, mi ricordava la gioventù perduta e mi metteva voglia di bruschette. La cosa più curiosa era che Fra Trivulzio aveva la barba.
Mentre pensavo a queste facezie la neve riprese a cadere in grossi fiocchi sul cappuccio del mio saio, allora guardai il mio confratello con occhi supplicanti e lacrimosi e bisbigliai: "Trivulzio, mi dispiace di avere ripetutamente e pesantemente ingiuriato Nostro Signore mentre bussavo alla porta ma ti prego di comprendere che ero congelato, affamato e sfinito... Abbi pietà di me peccatore!". Il cipiglio sul volto di Fra Trivulzio non accennò a sciogliersi, come pure il suo silenzio. Con un lieve movimento delle sopracciglia cispose mi fece capire che potevo entrare, che la mia cella era libera e pronta ad accogliermi ma che prima avrei dovuto scendere con lui nei locali sotterranei. "Perchè?" mi azzardai a domandare. Fu allora che Fra Trivulzio smise di parlarmi con le sopracciglia ed aprì finalmente bocca: "Perchè ivi ti attende il compianto Rugova!" (continua...)
domenica 10 marzo 2013
Manalabria homeless
Alle 22.00 di un sabato sera, di ritorno da una tirata di 36h filate in ospedale, il povero Manalabria scopre che casa sua è occupata da suo fratello e la morosa. Temendo di interrompere un'orgia selvaggia, il povero medico decide di fermarsi a dormire in macchina nel calduccio del garage. Ma nemmeno questo è concesso allo sciagurato: il suo posto auto è occupato proprio dalla macchina della morosa del fratello. Non rimane che dormire per strada fino alle prime ore del mattino, tenendo la macchina accesa per far funzionare il riscaldamento e dare un misero sollievo alle stanche membra affaticate e allo spirito spezzato. Ma il tutto viene interrotto da alcuni agenti di polizia, avvisati dagli avventori della vicina pizzeria, che credono che il poveretto stia tentando il suicidio gasandosi nella sua macchina...
sabato 9 marzo 2013
mercoledì 23 gennaio 2013
L'inverno del nostro scontento 1
Avevo camminato a lungo nella neve e ormai la pelliccia con cui avevo ricoperto i miei piedi non era più sufficiente a tenere lontano il freddo che mi mordeva le dita come miriadi di spilli. Per fortuna il mio viaggio era ormai concluso ed ero tornato dai miei fratelli all'abbazia.
Già pregustavo il calore confortante della zuppa di cicerchie di Fra Cinghiale quando con disappunto sbattei il naso contro la porticina dell'ingresso laterale. Allora il fabbro non l'aveva ancora riparata, nonostante fossero già passate tre settimane dalla mia partenza e gli avevo lasciato istruzioni ben precise! Mi sarei visto costretto a riprenderlo aspramente alla prossima consegna della decima. Nel frattempo il pomeriggio si era fatto imbrunire ed il sole aveva cessato di dare il suo pur piccolo ontributo di calore e luce. Cominciavo a gelare. Venni preso da una rabbia cieca e iniziai a prendere a pugni e calci il portone bloccato, imprecando contro nostro Signore ed elencando le torture più crudeli a cui sarebbe stato sottoposto per l'eternità il fabbro. Fu solo dopo parecchi minuti di urla e di botte e spintoni al legno massiccio che Fra Trivulzio mi aprì...
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Ricordo bene quel luglio in cui la gente di città, sfinita dall'afa soffocante, saliva il fine settimana alle nostre malghe cercando...
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....me ne stavo su uno dei tanti sassi ai piedi dell'Ortigara ad interrogarmi sul significato di quella monetina. Come era venuta..così ...








