domenica 24 ottobre 2010

Vacanze Romane


Warhammer Goldwyn Mayer patrocina l'edizione rimasterizzata del capolavoro del maestro Mutandari, grande regista oltre che pittore figurativo.

sabato 18 settembre 2010

Capitolo 3: Il lago di Montericco

Pubblichiamo qui di seguito il primo reportage del nostro inviato G.S., già autore dell'unica intervista a Herr Dobermann.

Per anni Kabul Manalabria Guglielmini ebbe problemi con gli amici per uscire il sabato sera d'estate, in quanto quando proponeva di "trovarsi tutti dopocena al lago" generalmente i suoi conoscenti si recavano a Bardolino, lui invece immancabilmente li attendeva in cima a Montericco. Lungamente sfottuto per le sue teorie sulla presenza di uno specchio d'acqua dove ora vi sono solo asciuttissimi vigneti, oggi il medico veronese potrebbe finalmente ottenere un riconoscimento scientifico grazie al suo ritrovamento di alcune incisioni rupestri che avvallerebbero l'ipotesi di un lido a Montericco durante l'epoca dell'uomo di Neanderthal. Le incisioni sono state datate dal medesimo Manalabria con la tecnica del buon senso e risalgono al Pleistocene, più di 300.000 anni fa, e ritraggono uomini primitivi intenti alle tipiche mansioni lacustri.
"Ora finalmente la comunità scientifica mi dovrà baciare le chiappe" ha affermato il Manalabria.
Ma già alcuni detrattori mettono in dubbio l'autenticità dei reperti.



Faccia da culo #8

venerdì 17 settembre 2010

Capitolo 2: La lista

“Questa rivelazione cambierà la vita di molte persone, lo sa?” commentò il giornalista, che non aveva smesso un istante di scrivere affannosamente sul suo taccuino.
“Sì, lo immagino” commentò, sornione, Herr Dobermann. “Cambiare le vite degli altri è il mio mestiere. In peggio, quando possibile”. Poi con un gesto controllato fece scendere il piccolo puma dalle sue ginocchia e si alzò verso la finestra. “Ora però si sta facendo tardi e ho ancora molte imprese da far chiudere, delinquenti da far scarcerare, governi da far cadere. La devo proprio salutare!”.
"Ma io ho ancora molto da chiedere! Lei non..." cercò di protestare il giornalista, ma Herr Dobermann lo zittì picchettando con le dita su una fotografia in bianco e nero di un impiccato: l'ultima persona che l'aveva importunato molti anni fa.
"Sono sicuro che lei conosce bene il limite oltre il quale non spingersi per non diventare sgradevoli e quindi sgraditi. Ma comprendo anche le sue necessità di sapere e di far sapere, quindi le farò un dono". Il giornalista sussultò: un dono? Forse una morte veloce?
"Le darò i contatti diretti di molte persone illustri. Persone oggi note, temute e rispettate ma che dieci anni fa non erano nessuno. E intendo dire persone inutili, scialbe, persone con i cui necrologi la gente avrebbe incartato il pesce fritto da tanto poco valevano. Persone che però ebbero la sorte di conoscere me e quindi di ascendere rapidamente ai ertici della gerarchia sociale. Kabul Manalabria Guglielmini, Mazzu "Clelia Clelia" Massurana, Zeno Zenorini... solo per dirne alcuni. La mia segretaria le darà una preziosa lista di indirizzi che la lancerà diretto verso i più prestigiosi premi giornalistici". Seguì un silenzio sbigottito. "Lo so, lei si chiederà perchè io le faccia questo dono. Beh, credo che sia giunto il momento che l'Italia conosca veramente le persone che l'hanno in pugno. E ora vada."
Quando il giornalista, praticamente genuflesso, chiuse la porta e si precipitò nell'ufficio della segretaria, Herr Dobermann sorrise. Quando l'Italia avesse conosciuto chi erano veramente le persone di quella lista la loro popolarità sarebbe crollata, sarebbero tornati nel fango che a loro competeva... e l'unico a salvarsi sarebbe stato lui. E sbaragliati i rivali l'Italia sarebbe stata finalmente sua per intero.
(continua...)

venerdì 20 agosto 2010

Capitolo 1: Nascita di un complesso musicale

Il giornalista deglutì sommessamente. "Potremmo cominciare raccontando come le venne l'idea di fondare un gruppo musicale di sole fisarmoniche. Così, tanto per rompere il ghiaccio... al popolino piacciono queste curiosità di folklore!".

Herr Dobermann fece un sorrisetto compiaciuto. "Perchè no? Dobbiamo risalire a venticinque anni fa, quando nel 2005 vi fu un clamoroso assalto armato a un furgone che trasportava strumenti musicali al negozio Zecchini. Due uomini armati di tutto punto terrorizzarono l'autista e rubarono tutto, persino i copertoni del furgone.

Le indagini che seguirono il fattaccio condussero i sospetti a Radu Mihaileanu, detto "Lo tzigano", ma meglio conosciuto negli ambienti malavitosi veronesi come "El sengalo". Aveva sulle spalle già trent'anni di processi per furto di automobili e di cavalli, rapina a mano armata, omicidio plurimo. Io sapevo che sicuramente c'entrava anche in questo caso, così accettai di buon grado di difenderlo.

Il processo si può definire "lampo": in due settimane scagionai Radu e feci arrestare il giudice. Per ringraziarmi Radu mi regalò 40 fisarmoniche, ciò che restava del colpo e che non era riuscito a piazzare sul mercato nero. In un primo momento pensai di fonderle tutte per farne dei cannoni, come avevo letto in "Bismark: Storia dell'esercito prussiano". Poi pensai che nella guerra moderna i cannoni non valevano una cippa e decisi di fondare un gruppo musicale".
(continua...)

martedì 17 agosto 2010

Introduzione: il sindaco di Verona

Sprofondato nella sua poltrona di pelle bordeaux, l'uomo accarezzava un cucciolo di puma che gli stava accoccolato in grembo.

Dall'enorme finestra alle sue spalle si dominava tutto il centro storico di Verona. La città che un tempo era stata di Roma, che poi era stata di Cangrande, poi ancora era stata di Tosi. E infine era diventata sua. Non era divenuto sindaco, non era a capo della polizia, non era vescovo, non era al vertice di alcun potere costituito o riconosciuto, eppure chiunque, da Vicenza a Brescia fino alle più profonde Basse Veronesi avrebbe esitato nel dichiararlo il reale "dominatore" della città.
Quanto era costato costruirsi uno studio in cima alla Torre dei Lamberti? Quante persone aveva dovuto corrompere? O minacciare? Queste erano alcune fra le molte domande che si poneva mentalmente il giornalista in attesa che l'uomo sedutogli di fronte terminasse di contemplare il panorama e desse inizio all'intervista. Dopo un'attesa spasmodica che durò diversi, interminabili minuti, la poltrona bordeaux si voltò con uno scricchiolio e Herr Dobermann esclamò con un sorriso compiaciuto: "Allora, da dove cominciamo?".
(continua...)